Sandro Bondi fa scuola

Non c’è solo Sandro Bondi tra i politici a dedicare poesie ai giornalisti.
7 AGO 08
Ultimo aggiornamento: 15:20 | 9 AGO 20
Immagine di Sandro Bondi fa scuola
Dal Foglio del 26 gennaio 2008
Non solo Bondi, non solo Lucy. Non c’è solo Sandro Bondi tra i politici a dedicare poesie ai giornalisti. Così come ha fatto l’incantevole esponente azzurro con Lucia Annunziata, anche altri politici si stanno producendo adesso in sonetti, poemi, madrigali e ballate da offrire ai più autorevoli giornalisti. Clemente Mastella, sulla scia di Bondi, ha cominciato con uno pseudo Neruda genericamente dato in pasto alla stampa ma lo stanno seguendo a ruota tutti gli altri, con dediche specifiche e Nove Colonne, in possesso degli alati versi, senza meno li offre ai propri lettori.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Comincia da par suo Romano Prodi che con un Haiku di Ku Fu rivolge a Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, la tremula fremula querula dell’endorsment che fu. Titolo, “Bere per dimenticare”: “A ku ku. Gru delle nubi blu. Con Bazoli tu mai più. Ed io giù. Glu glu”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Anche Silvio Berlusconi sulle orme del suo Sandro. Il leader del Popolo delle libertà, da provetto chansonnier, con tocco leggero e febbrile rivolge a Ferruccio De Bortoli un componimento già bello e pronto per essere eseguito con accompagnamento di chitarra non già da Apicella, ma – noblesse oblige – da Carla Bruni in persona: “Non restare là, vieni un po’ più qua, a Canale5 tu troverai, quello che Montezemolo non t’ha dato mai”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Per carità di patria non pubblichiamo le poesie che Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica, ha dedicato, raccomandandosi, a tante giornaliste, ma sveliamo ai lettori invece quelle che Walter Veltroni ha composto per Ignazia, Patricia e Consuelo, le redattrici di Transnews, tre bravissime reporter che si sono fatte voce critica verso certe trascuratezze di comunicazione del passato governo. Sono versi composti all’insegna della pacificazione con Berlusconi, il famosi versi del CaW: “Vi porterò in Africa, vi condurrò a Porto Cervo. Verrà con noi Jovanotti, sarà nella nostra barca anche Bertinotti. Per non dire di Andreotti”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Anche il capo dello stato, dall’alto del Quirinale, s’è concesso all’alato verso con una canzuncella, bella bella. Come una serenatella, Giorgio Napolitano ha scritto di sua mano, questo verso dedicato a Marcel, ossia Marcello Sorgi per ringraziarlo di tutte le buone parole che ha detto e che dirà in merito alle consultazione: “Marce’, Marce’, tu solo nun m’abbasti, ’nce vogliono altri tre. Da Posillipo a Mergellina, l’unica monnezza è la velina”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Rosy Bindi, ministro della Famiglia in uscita, pasdaran del prodismo si rivolge con un’ode al Fondatore di Repubblica: “Vada quest’inno d’amore al prode Fondatore. Quando i vili traditori già spartiscono le spoglie, un sol eroe la patria coglie: è quel genio di Eugenio. Condottiero solitario, non conosce fame e orario, e tra pugna e forti doglie riconquista con ardore, la Repubblica del suo cuore”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. E neppure Mastella. Sempre in tema di saudade lorchiana, sulla falsariga delle cinque de la tarde si esibisce Massimo D’Alema, nostalgico ma caustico. Ad Antonio Padellaro, direttore dell’Unità, il ministro degli Esteri in uscita, nonché vicepremier in doppia uscita, dedica un verso dal vago sapor andaluso: “Non pensate ai tarallucci, aspettando gli Angelucci, non fate come i ciucci. El tuo periodistas ce intossica il vino e i tarallucci, a nosotros non resta che aspettare gli Angelucci”.
Non solo Bondi, non solo Lucy. Finiti i cannoli, Totò Cuffaro, presidente della Regione siciliana, ha preso penna d’oca e pergamena e ha scolpito un poema d’amore per Gianni & Riotto detto Johnny: “Mi giro e mi rigiro dentro il letto, pensando sempre a te, botta di sangue! E le bellezze tue contemplando, ci passo tutta la notte sospirando, tutte le ore fino all’apparire del giorno per tutti i giorni, le consumo pensando sempre al mio Johnny”.